Nella quinta lezione abbiamo effettuato una semplice prova di validazione della nostra prima pagina XHTML, imparando che esistono due opzioni, a seconda che il documento sia online oppure offiline. Oltre al validatore del W3C abbiamo anche segnalato quello alternativo del sito htmlhelp.com.
La prima validazione era, diciamo così, "pilotata", dal momento che era effettuata su un documento sicuramente valido. Entriamo ora nei dettagli, partendo dall'analisi delle opzioni che il validatore offre per svolgere il suo lavoro.
In una delle figure delle lezioni precedenti, abbiamo riportato la schermata della pagina iniziale (l'esempio fa riferimento alla procedura con upload del file). Come si può osservare, la prima casella è destinata al file da convalidare: se non ricordate il path preciso, potete ovviamente usare la funzione "Sfoglia" per cercare nelle cartelle del vostro computer.
La seconda casella (Document type) serve a specificare un DOCTYPE e una DTD. L'opzione di default è "specified inline". Significa che il DOCTYPE è dichiarato nel documento e che la convalida avverrà in base a quello. Scorrendo la lista troverete tutti i possibili modelli, da HTML 2.0 fino a XHTML 1.0 STRICT.
Prima di effettuare la convalida si può scegliere cosa verrà mostrato nella pagina dei risultati. Non selezionando nessuna casella verrà visualizzato solo il rapporto che certifica la correttezza o gli errori presenti nella pagina. Le quattro checkbox consentono di aggiungere i seguenti elementi:
Se il documento non è valido si possono avere varie possibilità. Per esempio, non inserendo un DOCTYPE e il namespace XHTML nell'elemento radice, verrà riportato un "fatal error": significa che il documento non è stato praticamente preso in considerazione in quanto "ingiudicabile".
In altri casi il validatore segnala con precisione la riga e la colonna dove ha riscontrato gli errori ed offre la possibilità di avere ulteriori spiegazioni o suggerimenti. Un piccolo consiglio: il validatore non gradisce l'assenza di una dichiarazione che specifichi la codifica dei caratteri. In tali casi, pur constatando che il documento è ben formato, non lo riterrà valido. Pertanto usate sempre un meta tag con una dichiarazione di codifica. Quella più comune è sicuramente:
<meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" />
Se il documento è valido potrete inserire nelle pagine poche righe di codice che incorporano in essa la gif (figura 2) che certifica la validità e puntano al validatore:
Il piccolo grande browser Opera (versione 5 e 6) offre una bellissima caratteristica per tutti gli sviluppatori. Mentre siete connessi alla rete e visualizzate un qualunque documento (anche presente solo sul vostro computer) premete CTRL+ALT+V. Si aprirà una nuova finestra che vi porta dritti al validatore del W3C con i risultati relativi al file che stavate visualizzando. Comodo ed efficace.
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