HTML5, XHTML2 e il futuro del web

di: David Andersson     22 Giugno 2007

Questa è la traduzione dell'articolo HTML5, XHTML2, and the Future of the Web di David "liorean" Andersson pubblicato originariamente su Digital Web Magazine il 10 aprile 2007. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore e dell'autore.

Chi lavora sul web oggi ha a che fare con tutta una serie di tecnologie che sono ormai stabilizzate e stabili da molto tempo.

HTML 4.01 è una raccomandazione del W3C dal 1999; XHTML 1.0 -una formulazione in XML di HTML 4.01- è diventato una raccomandazione nel 2000, ed è stato rivisto nel 2002. In altre parole, alla base di tutto lo sviluppo attuale per il web c'è una tecnologia vecchia di otto anni.

HTML 4.01 può certamente rappresentare un terreno solido a disposizione degli sviluppatori, ma potrebbe essere meglio. Molte cose sono cambiate nel modo in cui il web è usato e percepito negli ultimi otto anni. Soprattutto, dalla prospettiva di chi sviluppa, abbiamo compreso in che cosa HTML 4.01 ha fallito e in che cosa può essere migliorato. La nuova generazione di queste tecnologie sta ora vedendo la luce, e vale la pena darci un'occhiata. Sono infatti tecnologie che avranno una grande influenza sul nostro lavoro nei prossimi anni.

I contendenti

Il W3C lavora su XHTML2 da diverso tempo. Si tratta di una tecnologia che punta a svolgere lo stesso ruolo giocato da HTML 4.01 e XHTML 1.0, un aggiornamento o una sostituzione con diversi miglioramenti e modifiche apportati agli elementi disponibili nelle attuali specifiche. XHTML2 è XML (esattamente come XHTML 1.0) ma non è retrocompatibile rispetto ad HTML 4.01. Può essere infatti considerato un linguaggio completamente nuovo, cosa che è resa evidente dall'adozione di un namespace radicalmente nuovo.

HTML5 (noto anche tra gli addetti ai lavori come Web Applications 1.0) è una tecnologia sviluppata dal WHATWG, un gruppo di lavoro aperto iniziato e supportato da tre dei principali produttori di browser: Mozilla, Opera e Apple. HTML5 non mira tanto a sostituire completamente HTML 4.01 o XHTML 1.0, si tratta piuttosto di una sorta di upgrade, di un'evoluzione. Mira ad avere una retrocompatibilità col passato, tenta di definire specifiche modalità di interazione oggi non definite in HTML 4.01, cerca di aggiornare i meccanismi di parsing dei browser con una soluzione che non vada a spaccare del tutto il web come oggi lo conosciamo. Nello stesso tempo, aggiunge nuovi elementi semantici per attività come la validazione dei form, l'interattività e lo storage dei dati in locale.

HTML e il web di oggi

Nonostante HTML 4.01 sia formalmente un formato di documenti basato su SGML, gli unici client che trattano HTML in questo modo sono i validatori. I browser, invece, trattano i documenti HTML come una tag soup: fanno cioè di tutto per rendere al meglio anche i documenti con un markup orribile. Sono pochissimi i contenuti attualmente disponibili sul web ad essere validi secondo la specifica HTML 4.01. La maggior parte di questi contenuti sono non validi e mal formati, ma i browser li parsano comunque. Il browser che non lo facesse sarebbe presto abbandonato dagli utenti a favore di un altro browser che supporta i loro siti preferiti.

Gestire quasto groviglio di tag non validi è dunque essenziale, ma ogni broswer lo fa in maniera differente. HTML5 tenta appunto di porre fine a questa situazione definendo esattamente come deve avvenire la correzione degli errori. HTML5, insomma, non definisce solo come creare documenti validi, definisce anche come dovrebbe avvenire il parsing di documenti non validi o mal formati. L'obiettivo è quello di raggiungere rispetto a tutto ciò la piena interoperabilità tra i browser.

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